Roma. Capitale affamata, innamorata e viva.

C’è un ragazzo che passa attraverso la guerra e trova l’amore. C’è una credenza chiusa con una forchetta che tiene fuori il nemico.

In mezzo, la grande cucina romana. Perché ogni piatto racconta una storia.

E il cibo salva la vita.

“Resisti, Elsa, resisti.
Che se ne usciamo vivi, ti giuro,
passeggeremo assieme per Roma per tutto
l’autunno.
«Raccontami cosa cucini.»
È un mormorio impercettibile, dalla mia
bocca al suo orecchio.
Non è una richiesta.
Ci sono io, ci sei tu, c’è questa credenza
che ci nasconde e ci sono i nemici che ci
vogliono ammazzare.
Non c’è il tempo.
Ci sei tu e ci sono le tue parole.
La bocca di Elsa si stacca dal mio petto.
Dai, Elsa.
Raccontamelo ora.
È un sussurro.
«La concia.»
Brava Elsa, bravissima.
La nuova azione dei soldati ha inizio.
Hanno sfondato il portone del palazzo.
«Le zucchine si tagliano a cerchi sottili e si mettono ad asciugare dentro un panno per mezza giornata.»
Un gruppo inizia a salire su per le scale.
«Si friggono e si uniscono a una marinata di aceto, aglio e basilico.»
Sono quasi arrivati al nostro pianerottolo.
«Si salano.»
Sono in tre.
«Si lasciano riposare per un giorno intero prima di servirle.»
E la porta di casa viene buttata giù da un calcio.”

Davide Enia

 

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