Il Piccolo


Roberto Canziani

Italia-Brasile 3 a 2
Monfalcone

Dov'eravamo, dove eravate, quella sera del luglio dell'82? Un luglio da 45 gradi all'ombra. Con la benzina che schizzava al prezzo "favoloso" di 747 lire. Con Craxi che si diceva pronto a "governare il cambiamento". E Albano e Romina che cantavano "Felicità". Dov'eravamo, dove eravate, la sera che l'Italia batteva il Brasile 3 a 2.
La racconta Davide Enia, la partita che ha cambiato l'Italia del calcio. Che ha unificato il Paese "nella più grande festa dopo la Liberazione". Che ha iscritto nella memoria di ogni tifoso azzurro il ritornello di una formazione vincente: Zoff, Gentile, Cabrini... giù giù fino a Tardelli, Rossi, Graziani, paladini di un'epica calcistica e di una vittoria che ci indirizzava alla definitiva apoteosi dell'incontro con la Germania e al triplice urlo di Nando Martellini dentro il microfono: "Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo".
Davide Enia è un nuovo campione di quel teatro che oramai siamo abituati a chiamare "di narrazione" e che già conta, tra i nomi di riferimento, il "reporter" Marco Paolini, Ascanio Celestini, Marco Baliani. Palermitano, non ancora trentenne, un passato da calciatore dilettante, un presente da scrittore e interprete di ciò che scrive, Enia è stato la rivelazione di queste due ultimi stagioni teatrali. Qualche settimana fa, il Premio speciale Ubu lo ha laureato come "nuovo cantastorie per la dalla sua attenta ricerca sulla memoria, sulla lingua, sulla tradizione del cunto di Palermo".
Infatti è declinato secondo questa forma tradizionale di racconto (il "cunto" sincopato), nelle sfumature del siciliano che si parla a Palermo, l'elogio che Enia fa dell'Italia popolare del calcio di vent'anni fa, così lontana dall'Italia del calcio odierno. "Italia - Brasile 3 a 2" era stato presentato nel maggio 2002 allo stadio di San Siro, ha girato da allora tutta l'Italia, ed è stato ospite giovedì sera della rassegna Contrazioni al Comunale di Monfalcone. Novanta minuti di racconto, la stessa durata dell'incontro. Alla fine, la richiesta di un bis e la nuova discesa in campo di Enia, a raccontare, in un cameo di pochi minuti, un altra fiaba di calcio sudamericano.
L'epica azzurra, la trasformazione dei calciatori in paladini, la loro impresa eroica, che va contro le aspettativa e oltre ogni azzardo, è rivissuta da Enia in famiglia, davanti al televisore (un Sony Black Triniton, a colori, nuovo di zecca, annota leggendariamente) in una felice combinazione di linguaggio, esibizione di corpo, gioco di squadra con il discreto commento musicale della chitarra e piccole percussioni (di Settimo Serradifalco e Salvatore Compagno, anche loro in scena).


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