il Manifesto

 

Firenze - 07/01/2004

La partita di una vita

Ci vuole un coraggio da artista per portare in scena quei novanta minuti, durante i quali il paese si ritrovò tutto unito come forse mai in passato ( e sicuramente mai più in futuro). L'ormai demolito piccolo stadio dell'Espanol di Barcellona, l'Italia di Enzo Bearzot contro il magno Brasile già dato come sicuro campione del mondo, l'estate bollente del mundial spagnolo del 1982 e poi loro, i ragazzi vestiti d'azzurro che, giocando una memorabile partita di calcio, diventano per sempre i leoni del Serrià. A ricordare quel match, trasformandolo in un racconto popolare di quella che fu una vera e propria epopea sportiva e non, arriva da oggi a venerdi a Firenze Davide Enia. Accompagnato alle chitarre da Giuglio barrocchieri e dalle percussioni di Salvatore Compagno, il giovane attore siciliano canta la storia di tutti noi, assiepati con amici e familiari davanti al televisore, pronti ad appassionarci, a soffrire e gioire come accadde quel giorno nel tinello palermitano di casa Enia. Così come avvenne quel pomeriggio di inizio luglio nelle case di tutta Italia.

 

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