Italia-Brasile 3 a 2
di e con
Davide Enia
musiche
Akkura
musicisti in scena
Fabio Finocchio
Giulio Barocchieri
Lo spettacolo ha debuttato allo Stadio
S.Siro-Giuseppe Meazza di Milano, il 21 maggio 2002, in occasione del
festival Teatri dello Sport organizzato da “Teatri 90”.
… e al novantesimo minuto Eder sta per calciare un tiro d’angolo
per il Brasile. Il giocatore brasiliano dispone il pallone, poi sposta
i cartelloni pubblicitari per prendere ‘na rincorsa cchiù
potente, corre e colpisce la palla di esterno sinistro, parabola a rientrare,
si crea un mischia all’altezza del dischetto del rigore, montagna
di carne umana che salta tutta ‘nsemula, e Dino Zoff l’azzurro
portiere nota con disappunto che ad acchianàre cchiù in
alto di tutti è u difensore du Brasili di nome Oscar, ed è
proprio ìddu che colpisce u palluni di tìesta, ed è
una sassata violenta ‘sta capocciata brasiliana, un tirazzo potente
e secco che si dirige verso il palo lontano, laddove lui: Dino Zoff,
età 40, non ci può arrivare manco pi niente. Il pallone
vola verso il golle, beffardo e sicuro, e Zoff si guarda attorno, attonito
ed impotente. Nel caos incòccia lo sguardo di Paolo Rossi. E’
‘na taliàta breve, ma intesa assai. “Dinuzzu -ci
fa Pablito- io di golle nni fici tri, e c’ham’a fàri?
Pi farne un àutru un ci nnè tìempu! Chi ffa? Ti
jècchi e u pari ‘stu palluni, oppure hav’a continuàri
a tampasiàrtela?”. Ma Zoff il quarantenne si sente addosso
tutta la vecchiaia del proprio corpo portiere, l’artrite la sciatica
e i reumatismi. Chiude comunque gli occhi, e si talìa dentro.
Pensa: “Minchia! Iddu c’havi raggiùni!”. E
allora s’attùffa felino verso u palluni che sta per tràsere
nna porta. Strince forte i denti, e non pare cchìù un
cristiànu sanu di mente, ma un fuòdde con un solo compito
‘nna vita: pigghiàri quell’arrùsu du palluni,
susìrisi e dire al mondo intero: “Picciotti, c’è
picca ‘i fari: stavolta vinciamo noiàutri!”
NOTE TECNICO-TATTICHE SULLA FORMAZIONE:
Davide Enia è nato a Palermo
il 2 aprile 1974. Ala sinistra ambidestra, si forma calcisticamente
-secondo i puri dettami della scuola meridionale- nelle partite ‘nmezz’a
stràta. Ddùoco s’insìgna l’importanza
d’u controllo d’u pallùni, in cui sviluppa una maestria
tale che viene ribattezzato a furor di popolo «‘u Vito Chimenti»
d’u quartiere Malaspina Palagonia. Un màlo fallo ai legamenti
crociati d’u ginocchio sinistro ci provoca un infortunio ca ci
stronca accussì la carriera da professionista. Cu ebbe la fortuna
di taliàrlo mentre giocava a ‘u Garden Senter si ricorda
ancora oggi un golle che ficcò all’incrocio dei pali con
un tiro di destro al volo dalla linea d’u fallo laterale. Tifoso
d’u grande Palermo (orgogliosamente ammette che ci ha ‘u
sangue rosanero), ‘u si può incontrare allo stadio “Favorita”
nna Curva Sud, pronto a farsi ‘u fegato marcio perché gli
arbitri ce l’hanno sempre con la sua squadra del cuore. Ha avuto
una illogica ma intensissima passione per Felice Centofanti, ala rosanero
nell’annata 1991\92. E’ fermamente convinto che il più
grande di sempre sia stato Diego Armando Maradona.
Assieme ai 2 musicisti, Fabio Finocchio
e Giulio Barocchieri, lo schema di gioco che la formazione siciliana
propone affonda le proprie radici nella tradizione della scuola calcistica
meridionale (abilità di palleggio, calcio spettacolo, tocco di
prima, falli cattivi e decisi), pur apportando una profonda innovazione
nel modulo attuato. I 3 si dichiarano infatti “filologicamente
scorretti”, per le manipolazioni cui sottopongono continuamente
i materiali tecnici del passato. In controtendenza col mercato globale,
rifiutarono anni addietro lo sponsor sulla maglia. Purtroppamente non
raggiunsero mai un accordo sul prezzo.