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| L'Unità |
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Rossella Battisti - 8 luglio 2003Schegge di memoria per teatri del presente SANTARCANGELO -Farebbero bene certi nostri governanti a fare un salto al festival di Santarcangelo, dove il teatro da lezione di storia e di memoria. Lo fa in maniera discreta, non plateale nonostante il palco, senza retorica ma con tutta l'emozione che il ricordarsi chi siamo e da dove veniamo dovrebbe comportare.Come fa il palermitano Davide Enia con le sue SCHEGGE, frammenti di guerra dal lontano 43', recuperati da conversazioni con i sopravvissuti dal bombardamento del capoluogo siciliano. Enia li riduce nell'odissea di una famiglia qualunque, attraverso lo sguardo di un bambino di dodici anni.La povertà, il mercato nero, le incursioni della milizia fascista tra botte e stupri, le bombe americane che fanno una gran polvere di morte colpendo più civili che gli obbiettivi militari: storie di ieri che si ripetono oggi, senza molte variazioni un pò più a sud. Enia li racconta, anzi li "cunta" questi fatti con ritmo emozionante, confermato qui nel suo talento in ascesa di narratore.(...) Enia è sanguigno, una folata di vento calda, di quelle con la sabbia dentro che ti riga il viso. il suo racconto sa di Sicilia arcana, di Gattopardo visto dal basso, di famiglie patriarcali, di legami di sangue, di filastrocche sonore che si mescolano con lo swing di un contrabbasso e di una chitarra (prezioso lo "spalleggiamento dal vivo di Giuglio Barrocchieri). Schegge di danza, a volte macabra, senza morale se non che la guerra è guerra ed è uguale per tutti.(...)
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